Approccio Multimediale alla terminologia della scherma


 







Scandaglio - Traccheggio


«Per scandaglio intendesi lo studio di indagine tendente a svelare il modo difensivo o controffensivo dell’avversario.» Questa è la definizione data da Pignotti – Pessina nel trattato di fioretto dello scandaglio, di cui Toràn parla, nelle sue dispense di spada, riferendosi alle “finte tattiche”. Queste sono quelle finte che non hanno lo scopo di concludere l’azione di offesa, ma solo di studiare le reazioni avversarie, le sue azioni più istintive. Lo scandaglio è collegato alla programmazione dell’avversario, in cui, attraverso varie finte, gli si fa credere di avere determinate intenzioni. Si programma l’avversario attraverso il traccheggio, che è la vera e propria preparazione dell’azione. Dal trattato Pignotti – Pessina il traccheggio è «quel complesso di movimenti ritenuti di valido aiuto a preparare una propria determinazione schermistica o a stimolare quella dell’antagonista, mascherando a questi le proprie intenzioni.»

Toràn distingue due diversi tipi di traccheggio: uno di preparazione, in cui, attraverso finte, si fa in modo che l’avversario prepari la sua azione, e uno di contenimento (una sorta di de-programmazione), in cui si cerca di impedire la programmazione avversaria.