Approccio Multimediale alla terminologia della scherma


 







L'Offesa


Per offesa s’intende l’insieme delle azioni che tendono a determinare il colpo. Fanno parte di quest’ambito le azioni di attacco, le rimesse, le riprese di attacco, le risposte, e le azioni di controffesa.

Le azioni di attacco sono tutte quelle azioni di offesa che, minacciando un bersaglio, hanno come requisito l’iniziativa.

Le risposte sono azioni di offesa (ma non di attacco) che avvengono dopo aver effettuato una parata.

Le rimesse sono azioni offensive che sono utilizzate dopo che, per effetto della difesa col ferro dell’avversario (o anche per errore), si porta un ulteriore colpo sullo stesso bersaglio. Un particolare tipo di rimessa è il secondo colpo che termina ad un bersaglio diverso da quello minacciato in partenza. (Fanno parte delle rimesse propriamente dette, oltre ai secondi colpi, le riprese di attacco).

Le riprese di attacco[1] sono tutte quelle azioni di offesa che, minacciando un bersaglio, hanno come requisito l’iniziativa, e che si eseguono quando una prima azione di attacco non è andata a buon fine a causa della difesa di misura dell’avversario (o anche per una partenza da misura eccessivamente lunga)

Tra le azioni di offesa sono comprese anche le azioni di controffesa, dette anche uscite in tempo, di cui tratteremo in seguito.

Nella scherma moderna è possibile mettere a segno la stoccata con due diverse modalità. Il colpo può essere infatti portato o lanciato. Nel colpo portato «il braccio è disteso prima che il colpo raggiunga il bersaglio. Questo tipo di colpi (dritti o angolati, con varie posizioni di pugno) è più controllato, e permette un più facile recupero dell'arma, per una controparata, o una nuova azione. Sono i primi da imparare.» (Toràn)

Nei colpi lanciati «il braccio è in fase di distensione quando il colpo raggiunge il bersaglio. Fanno parte di questo gruppo anche i colpi di fuetto (descritti tra le azioni ausiliarie). Richiedono una stretta in tempo più decisa. I colpi di coupé, o di molinello, possono essere portati o lanciati. Tra i vantaggi del colpo lanciato c'é quello della maggior velocità nell'impatto sul bersaglio, con aumento della probabilità di segnalare il colpo (vedi oltre), a parità di altre condizioni.» (Toràn)

 

Le azioni di offesa possono essere considerate semplici o composte; le azioni semplici sono quelle che arrivano al bersaglio senza l’elusione di parata da parte dell’avversario o che terminano allo stesso bersaglio minacciato inizialmente, viceversa le azioni composte sono tutte quelle che prevedono l’elusione di una o più parate o che terminano su un bersaglio diverso da quello inizialmente minacciato.

Per effettuare questo tipo di azioni è necessario utilizzare una finta che non è altro che la simulazione di un colpo, che ne presenta le stesse caratteristiche esclusa la sua conclusione.

Un tipico esempio di azione composta è la controcavazione, che consiste in una finta di cavazione e circolata. Questa è la definizione moderna, che ritroviamo a partire dal trattato di Masaniello Parise (1884) in avanti. Storicamente, invece, il termine controcavazione deriva dal movimento da eseguire per contrastare la cavazione. Ritroviamo, infatti a partire dal “I-33” del 1300 e nel trattato “La Scienza della scherma” di Rosaroll-Grisetti (1814), varie tecniche per eludere la cavazione. Quindi storicamente la controcavazione veniva intesa come un movimento di difesa dalla cavazione eseguito con una parata di contro, definizione che poi nel tempo si è andata trasformando fino quella attuale.

Le azioni semplici di offesa a loro volta vengono ulteriormente suddivise in:

-           azioni fondamentali[2]: arrivano al bersaglio seguendo il percorso più breve e si eseguono in contrapposizione agli atteggiamenti fondamentali

-           azioni ausiliarie: meno immediate e spesso più difficili da eseguire, che servono principalmente ad aumentare e completare il bagaglio tecnico dell’atleta. Alcune di esse partono da atteggiamenti imperfetti dell’avversario


IV.1 Atteggiamenti fondamentali

Le azioni fondamentali sono eseguite in contrapposizione agli atteggiamenti fondamentali che sono l’invito, la linea ed il legamento e, solo nella spada, l’atteggiamento normale di guardia.

L’invito

Prevede che l’atleta scopra un bersaglio, con uno spostamento dell’arma. In contrapposizione ad esso possiamo effettuare il colpo o botta dritta.

 

Fig. 1 Inviti (fig.31 prima – fig.32 e fig.33 seconda – fig.34 e fig.35 terza – fig.36 quarta) (Pignotti Pessina – “Il Fioretto”)


Botta dritta

Il trattato di Fioretto (Pignotti-Pessina) definisce la botta dritta come: «Qualsiasi colpo tirato in modo che la propria lama non strisci su quella avversaria e che la punta della lama stessa descriva una linea retta».
Inoltre il trattato asserisce che va eseguita in affondo.
Crediamo sia opportuno semplificare la definizione di
botta dritta descrivendola come l’azione attraverso cui si colpisce il bersaglio scoperto, seguendo la via più diretta e breve.
Non è necessario specificare che è da eseguire in
affondo, in quanto limiterebbe le altre possibilità di esecuzione.

 

La linea

Si ha quando l’arma minaccia, con la punta, un bersaglio valido dell’avversario con il proprio braccio naturalmente disteso. In contrapposizione alla linea dell’avversario è possibile eseguire più azioni: la battuta e botta dritta e il filo preceduto dal legamento.

Fig. 2 Linee (http://www.sportmedicina.com)

Battuta e botta

Secondo il trattato di Pignotti-Pessina la battuta e botta dritta è quel colpo che «seguendo la direzione di un legamento, si esegue sempre a braccio più o meno piegato, imprimendo un secco e rapido urto, ma di misurata violenza, col forte della propria lama contro la parte media di quella avversaria allo scopo di deviare quest’ultima dalla linea di offesa e di vibrare, subito dopo, il colpo dritto al bersaglio che risulterà scoperto».
Riteniamo più semplice utilizzare una definizione più generica dove per battuta intendiamo l’urto della propria lama su quella avversaria allo scopo di allontanarla per poi eseguire il colpo. Riteniamo eccessivo specificare così dettagliatamente come andrebbe eseguita la battuta, in quanto il punto di impatto delle lame può variare a seconda delle esigenze, come descritto nelle dispense di Toràn. Avremo quindi battute con gradi medi su medi, deboli su medio e medio-deboli su medio-forti.


Filo

Il filo consiste nel far scorrere la propria lama su quella avversaria, dopo aver eseguito il legamento, mantenendo il vantaggio dei gradi e deviandone la punta.

Botta dritta

È possibile eseguire, nella spada, anche la botta dritta, ad esempio su una linea bassa è possibile colpire un bersaglio alto, come la mano.

 

Legamento

È un contatto fra le lame in maniera tale che la proprio lama si trovi in situazione di dominio rispetto alla lama avversaria, deviandola. In contrapposizione al legamento è possibile eseguire la cavazione.

Cavazione[3]

Il trattato di Fioretto (Pignotti-Pessina) definisce la cavazione come: “l’azione di svincolo del proprio ferro da un legamento avversario”.
Nonostante dopo si chiarisca che è un’azione da eseguire in un solo tempo, riteniamo sia importante già nella definizione, per non ingenerare confusione, definire la
cavazione come il colpo che si esegue liberando con uno svincolo la propria arma dal dominio di quella avversaria.

 

Atteggiamento normale di guardia (nella spada)

«Nella spada, in assenza di convenzione, ragioni di geometria possono indurre a distendere completamente il braccio, per avvicinare al massimo la punta al bersaglio. Ragioni tattiche, o didattiche, possono farci ritenere più utile un braccio flesso, ma più o meno allungato, sempre mantenendo la punta sul bersaglio, e quindi la minaccia. Avremo, così, un atteggiamento che non è un invito (almeno, nessuno dei quattro tradizionali) né una linea: l'atteggiamento consigliato per la guardia, con la punta diretta verso il centro della coccia dell'avversario, quando il suo braccio è in posizione normale (linea, o invito non eccessivamente decentrato)». (Toràn)

Botta DrittaFilo - Battuta e botta


IV.2 Azioni ausiliarie

Così come per le azioni fondamentali, definiremo le azioni ausiliarie in relazione agli atteggiamenti a cui si contrappongono.

In contrapposizione all’invito:

Botta dritta con opposizione

Nelle sue dispense Toràn suddivide i colpi con opposizione in tre gruppi: opposizione diretta che si ha «quando chi offende sposta la propria coccia in direzione della coccia e della lama avversa, chiudendo la linea minacciata, per effetto del cono di protezione. Al termine dell’azione le cocce si trovano sulla stessa linea»; si ha l’opposizione incrociata «quando chi offende sposta la propria coccia in direzione della lama dell’avversario, con movimento simile a quello delle parate dirette, e spostandola al di fuori del bersaglio. Al termine dell’azione le cocce si trovano su linee opposte»; si ha l’opposizione a raccogliere «quando chi offende, con movimento della lama simile a quello delle parate di contro o di mezzacontro, raccoglie, nel portare il colpo, la lama avversa, spingendola al di fuori della linea di offesa. Le cocce, al termine dell’azione, si potranno trovare sulla stessa linea (minor garanzia), su linee diverse, o su linee opposte (massima garanzia)».

Crediamo sia possibile sintetizzare la botta dritta con opposizione come un’azione che si esegue portando il colpo sul bersaglio avversario utilizzando, come accorgimento difensivo, uno spostamento della propria coccia in direzione della lama avversaria (opposizione), senza suddividere ulteriormente le tipologie di opposizione, ritenendo assimilabili le dirette e incrociate e riconducendo le opposizioni a raccogliere ai fili (lo stesso Toràn li definisce infatti “fili volanti”).

 

Botta dritta con angolazione

«Si usa chiamare angolazioni i colpi portati al bersaglio avanzato del polso o dell'avambraccio, quando l'arma dell'avversario è in linea, coperta. Allo scopo, il braccio di chi offende è flesso, nel polso e/o nel gomito, e la coccia decentrata, mentre la punta è diretta sul bersaglio, ed il pugno assume varie posizioni». (Toràn)

Crediamo che non sia necessario specificare che le angolazioni vengono tirate esclusivamente al bersaglio avanzato, benché siano le più frequenti, in quanto non è raro vedere colpi con angolazione anche su bersagli non avanzati. Questo allo scopo di vanificare le parate dell’avversario e per migliorare l’angolo di impatto tra la punta e il bersaglio.

Quindi la botta con angolazione è un’azione che si esegue portando il colpo sul bersaglio avversario, utilizzando come accorgimento offensivo uno spostamento della coccia in direzione opposta all’arma dell’avversario, in maniera tale da creare un angolo che superi il suo cono di protezione.

 

Colpo di fuetto

Ha lo stesso obiettivo delle angolazioni, cioè arrivare a colpire un bersaglio coperto migliorando l’angolo d'impatto e rendendo difficoltose le parate dell’avversario, ma a differenza delle angolazioni che sono considerate colpi portati, questo si definisce colpo lanciato, in quanto viene sfruttata la flessibilità della lama e si effettua con un piccolo movimento all’indietro in cui polso e gomito vengono leggermente flessi e poi distesi improvvisamente con una decisa stretta in tempo al momento dell’impatto.

 

Tirare di quarta bassa

Consiste nel tirare un colpo al fianco sull’invito, parata o legamento di quarta dell’avversario con il gomito alto che scopre il fianco, andando così a colpire un bersaglio che nello stesso atteggiamento, se corretto, sarebbe coperto. Prevalentemente si utilizza nel fioretto.

In contrapposizione alla linea:

Botta dritta con opposizione - Botta dritta con angolazione - Colpo di fuetto

 

Battuta di quarta falsa

È una battuta che si esegue in senso orizzontale e che prevede che la propria punta tenda verso il basso e la coccia verso l’alto e seguita dal colpo.

 

Fianconate[4]

Sono fili preceduti da trasporti che tendenzialmente terminano al fianco. La fianconata esterna (definita da Pignotti-Pessina filo di quarta) parte dal legamento di quarta e, con un mezzo trasporto, termina al fianco esterno. La fianconata interna parte dal legamento di terza e, con un trasporto in prima, termina al fianco interno. La fianconata di seconda parte dal legamento di quarta e, con un trasporto in seconda, termina al fianco esterno.

In contrapposizione al legamento:

Colpo di fuetto

Coupé

Detto anche cavazione angolata, consiste nel portare il colpo, partendo dai legamenti di terza e di quarta, facendo passare la propria punta e lama al di sopra di quella dell’avversario, a differenza della cavazione normale che prevede il passaggio al di sotto. Come nelle angolazioni e nei colpi di fuetto l’intento del coupé è quello di rendere difficoltose le parate dell’avversario. È frequente l’utilizzo del coupé tirato con il colpo di fuetto.

 

Filo sottomesso

È un filo che si esegue in contrapposizione a un legamento imperfetto dell’avversario, riguadagnando i gradi durante l’azione senza soluzione di continuità.

 

Tirare di quarta bassa

 

Battuta falsa

Il trattato di fioretto Pignotti-Pessina descrive tali battute da eseguirsi «sia a misura di allungo sia camminando, quando il proprio ferro è soggetto al legamento avversario, battendo in senso opposto al legamento stesso».  Riteniamo che sia possibile effettuare la falsa battuta anche a partire dal proprio legamento e che la definizione da trattato generi confusione utilizzando l’espressione “in senso opposto al legamento” sia in questo caso che per definire l’intrecciata. Quindi definiremo semplificando battuta falsa la battuta che si effettua partendo da un legamento proprio o dell’avversario seguita da un colpo dritto.

 

Intrecciata

Si effettua, partendo dal legamento proprio o dell’avversario, battendo sul lato opposto di tale legamento con un movimento rotatorio intorno all’arma avversaria e portando il colpo. A differenza del trattato Pignotti-Pessina che prevede l’esecuzione di tale azione solo a partire dai legamenti di terza e di quarta, riteniamo possibile effettuare tale azione anche dagli altri legamenti, pur non essendo di utilizzo meno frequente.

 

Disarmo

È quell’azione che si effettua sulla lama dell’avversario e che ha l’intento, se non proprio di disarmare, quantomeno di fare perdere il controllo dell’arma all’avversario per colpirlo.

In contrapposizione alla normale posizione di guardia:

Botta dritta con opposizione - Botta dritta con angolazione - Colpo di fuetto