Approccio Multimediale alla terminologia della scherma


 







Considerazioni


·          Nell’utilizzo del termine “cavazione” bisogna stare attenti: dobbiamo considerare infatti che lo stesso termine viene utilizzato per definire varie azioni.

o    La cavazione come azione fondamentale di attacco, già definita in precedenza;

o    La cavazione come movimento preceduto da una finta, che utilizziamo per eludere la parata avversaria, nelle sue varie accezioni (cavazione propriamente detta, cavazione angolata o coupèe, circolata). La cavazione propriamente detta è quel movimento che utilizziamo per eludere una parata diretta, di ceduta o di controfilo, dopo una finta. La cavazione angolata, o coupèe, consiste nel portare il colpo, dopo una finta, eludendo la parata di terza o quella di quarta, facendo passare la propria punta e lama al di sopra di quella dell’avversario. Verrà chiamata  circolata quella particolare cavazione che utilizziamo per eludere le parate di contro e di mezza contro dell’avversario.

o    La cavazione in tempo è quell’uscita in tempo che viene tirata eludendo la ricerca del ferro da parte dell’avversario in una sua azione d’offesa. E’ l’unica uscita in tempo che, nel fioretto e nella sciabola, anche se non arriva entro il tempo di interdizione previsto, dà diritto al punto.

La cavazione in tempo è considerata l’unica uscita in tempo che, nel fioretto e nella sciabola, dà diritto al punto anche se il colpo dell’avversario arriva entro il tempo di interdizione (si accendono entrambe le lampadine). Possiamo considerarla quindi, non più come un’uscita in tempo, bensì come un attacco eseguito in tempo. Questo spiegherebbe il motivo per cui, pur avendo l’accensione delle due lampadine, il punto viene assegnato per convenzione alla cavazione in tempo, in quanto viene considerata un’azione eseguita in attacco sulla preparazione (ricerca di ferro o tentativo di legamento). Infatti la battuta e botta e il legamento e filo a nostro avviso dovrebbero essere considerati attacchi nel momento in cui ha inizio l’avanzamento e la minaccia, e non quando si esegue la ricerca di ferro (battuta o legamento). Poiché la cavazione elude proprio questa ricerca di ferro, non è una controffesa ma un attacco eseguito in tempo.

·          Le azioni ausiliarie sono in realtà il fondamento della scherma. La quasi totalità delle azioni, infatti, nella pratica, è ausiliaria; le azioni fondamentali hanno invece prevalentemente scopo didattico.

·          Dai trattati di fioretto la fianconata viene definita un filo preceduto da trasporto. In pratica però questa definizione può ingenerare confusione. Riteniamo utile sottolineare come la fianconata sia da considerarsi come un movimento unico, con il trasporto da eseguirsi durante l’esecuzione del filo, e non prima.

Se infatti volessimo interpretarla come filo preceduto da trasporto, non si vedrebbe perché dovremmo chiamare, ad esempio, fianconata il filo di seconda per il semplice fatto che sia stato preceduto da un trasporto. Si tratterebbe infatti semplicemente di un filo, a prescindere dai movimenti eseguiti in precedenza.

·          Per semplificare tenderemo ad escludere il termine appuntata, avendo già la definizione di arresto, non essendo l’appuntata niente di più che un arresto sulla risposta composta.

·          Le riprese di attacco hanno come prerogativa l’iniziativa, quindi potremmo considerare tra queste anche il secondo colpo. Non riteniamo di dover considerare la rimessa come una ripresa di attacco in quanto essa si esegue in genere con un colpo di istinto, immediato, sullo stesso bersaglio non colpito per effetto di errore o di parata da parte dell’avversario.  Viceversa il secondo colpo, pur non avendo necessariamente un avanzamento, è un’azione più lunga di ricerca del bersaglio da parte del tiratore.

·          Il concetto di “tempo” e di “uscita in tempo” sono cambiati con l’introduzione dell’apparecchio elettrico. Infatti con il termine tempo si intendeva la durata dell’azione semplice, per cui, perché fosse efficace, l’uscita in tempo doveva arrivare con un tempo di anticipo rispetto all’azione di attacco (di solito composta) avversaria. Inoltre questa non doveva essere un’azione di reazione all’attacco avversario ma era decisa in anticipo perché, grazie allo scandaglio e al traccheggio, si era prevista l’azione di offesa dell’avversario; anche perché, se fosse un’azione di reazione, non si arriverebbe con il giusto anticipo. Infatti il tempo di reazione umano varia dai 170 ai 200 millisecondi e, dopo vari studi, si è deciso di settare l’apparecchio elettrico in base a questi parametri in modo che, se l’azione viene tirata di reazione, non arriverà in tempo perché si accenda una sola luce, quindi è necessario che l’azione venga decisa con anticipo.

Anche il ruolo dell’arbitro è cambiato nel tempo. Infatti prima il compito di riconoscere l’anticipo dell’uscita in tempo era affidato alla sua sensibilità, adesso invece il tempo è semplicemente il tempo di interdizione dell’apparecchio, per cui un’azione in tempo è efficace solo se si accende una sola luce. Tutto ciò porta a una perdita dell’importanza della convenzione.