Approccio Multimediale alla terminologia della scherma


 







Cenni storici


Risalire alla data di origine della scherma è impossibile, perché l’uomo da sempre è ricorso per difendersi o per attaccare all’uso dell’arma bianca, ciò nonostante molti storici hanno indagato per stabilire quale possa essere la data in cui questa disciplina ha avuto una sua codificazione.

Le prime tracce risalgono al XII secolo, ma la scherma in quanto arte vera e propria è documentata dal XV secolo, con la nascita delle scuole di scherma e la pubblicazione di trattati in cui addirittura erano utilizzate dimostrazioni matematiche e disegni geometrici nella spiegazione delle azioni.

L’attribuzione dell’ideazione e della diffusione della scherma è deputata dai francesi agli spagnoli sotto il regno di Carlo V, mentre gli italiani sostengono che queste siano appartenute alla scuola italiana dal Rinascimento.

La scherma nella storia ha subito evoluzioni continue, da disciplina militare e spettacolo nei giochi dei gladiatori, fino ad arrivare alla nascita dei duelli veri e propri. Questo passaggio è avvenuto a causa dell’introduzione delle armi da fuoco negli eserciti nel XVI secolo. Fu quindi necessario un adattamento dell’arma che fu resa più leggera, tanto da poter essere impugnata con una sola mano. I combattimenti nelle arene possono essere considerati antesignani delle sfide cavalleresche, dei tornei d’armi e delle sfide in singolar tenzone del medioevo, periodo in cui nacquero le prime scuole dei Maestri d’arme che continuarono a raccogliere molti consensi. Fu in questo periodo che nacque il “duello d’onore”, utilizzato per risolvere le controversie tra i gentiluomini aristocratici.

Nel ‘600 si arrivò all’ideazione di una nuova arma, il fioretto, utilizzata in particolare per l’allenamento, ancora più leggera delle precedenti e che presentava una punta ripiegata la cui forma ricordava un fiore (da cui il nome dell’arma).

Nel XIX secolo nacque la cosiddetta “scherma da sala” che andò ad affiancare i duelli al primo e all’ultimo sangue. La “scherma da sala” era un’attività ludica che vedeva come arma prevalente il fioretto e che proseguì il suo sviluppo fino al 1896, quando, con le sue tre discipline, fu ammessa alle Olimpiadi.

Dopo alcuni tentativi nel 1909 fu costituita la Federazione Schermistica Italiana, il cui statuto fu approvato nel 1910.  Nel 1923 il suo nome fu modificato in Confederazione Italiana di Scherma arrivando solo nel 1933 al nome attuale di Federazione Italiana Scherma.
Con l’avvento delle Olimpiadi Moderne (1896) e la nascita della Federazione Internazionale di Scherma (1913), si rafforzò il passaggio del significato di scherma da arte a sport di combattimento.

Nel XX secolo con la nascita di nuovi sport quali calcio, pallacanestro, automobilismo ecc., visti anche come fenomeni sociali, ci fu un calo di interesse nei confronti della scherma in determinati ambienti. Questo disinteresse portò a una crisi della scherma con un’involuzione anche nell’ambito della tecnica. Un tentativo di risolvere il problema fu l’introduzione delle apparecchiature elettriche nel 1955 nel fioretto, nella speranza di ravvivare l’interesse e di rinnalzare il livello tecnico. In realtà si ebbe l’effetto contrario: gli schermitori, infatti, basandosi esclusivamente sull’apparecchio segnalatore, non badavano più al rispetto della frase schermistica, quanto all’assegnazione del punto, anche a costo di affidarsi alla fortuna.

Nel 1861 nasce a Napoli la Grande Accademia Nazionale di Scherma, che ha come intento “l’insegnamento e la diffusione della scherma di scuola napoletana”; essa diventava Ente Morale per decreto di re Umberto I che inoltre dava all’Accademia la facoltà di rilasciare diplomi abilitanti all’insegnamento di scherma.